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Bellow Saul, Il dono di Humboldt
Prima edizione
- Editore:
Rizzoli
- Anno:
1976
- Edizione:
Prima edizione
- Rilegatura:
Cartonato rigido con sovracoperta
- Dimensione:
8
- Pag:
483
- Stato del libro:
usato in perfette condizioni
- Copie disponibili:
1
Contenuto:
Traduzione di Pier Francesco Paolini. « È grosso modo un libro comico sulla morte. » Così lo stesso Saul Bellow ha definito ? in un'intervista a Newsweek ? il suo ultimo, attesissimo, celebrato e discusso romanzo.
Giunto alla maturità, il protagonista Charles Citrine ? coetaneo e in gran parte alter ... ego dell'Autore ? si trova sbalzato, da un mondo di quasi-certezze e di quasi-sicurezza (in primo luogo quella offerta dal denaro, « linfa vitale della società ») in un pantano di dubbi, di rimorsi metafisici e preoccupazioni pratiche. Le sue giornate sono una congerie di buffe assurdità. È attaccato da ogni parte: l'ex moglie lo cita in tribunale per spolparlo, l'amante briga per incastrarlo in una nuova trappola nuziale, il fisco lo tartassa, un amico imbroglione colto e snob lo salassa. Poi ci si mette anche un gangster da quattro soldi ? pazzoide ma a suo modo affascinante ? a strapazzarlo ben bene, alternando fantasiose minacce a fantastiche proposte. Se il futuro è inquietante, il passato non è meno incerto. È, infatti, soprattutto un ricordo a non dar requie a Citrine: quello del suo amico Humboldt, poeta dall'esordio folgorante, negli anni Trenta, poi travolto da machiavelliche ambizioni di potere, risucchiato nel gorgo della follia, morto in miseria in uno squallido albergo, abbandonato da tutti, anche ?? ahilui ? dall'amico fraterno Citrine.
Grande, erratica figura ? parte genio, parte buffone ? il personaggio di Humboldt (già morto da anni all'inizio del romanzo, in cui però campeggia con leonina autorità, saturnina malinconia) si ispira al « poeta maledetto » Delmore Schwartz, caro amico di Bellow, tanto scomodo all'establishment in vita quanto utile a esso dopo morto. Per placare, appunto, l'inquieto fantasma, Citrine tenta di mettersi in contatto coi defunti e ? scartato lo spiritismo, abbracciate le dottrine antroposofiche ? sogna di portar avanti in qualche modo l'opera di Humboldt e, insieme, di scoprire «un modo più corretto di pensare alla morte ».
Pensieri, peraltro, di continuo intralciati da intrusioni e incidenti. Finché Humboldt, dall'oltretomba, beffardo deus ex machina, non interverrà a mutare nuovamente la sorte dell'amico con un improbabile, patetico dono (che ha tutta l'aria di una burla postuma). Ai colpi di scena, frequenti, talvolta esilaranti, si alternano e s'intrecciano quelle che Citrine/Bellow definisce le sue « occasioni mentali ». Se spezzano l'azione, esse vi gettano sprazzi di luce intensa, ora d'un fulminante sarcasmo, ora d'una sorniona saggezza, assumendo In alcuni casi l'entità di veri
e propri saggi incorporati nel tessuto narrativo. Ampie riflessioni ? come osservava Paolo Milano sull'Espresso ? sulla natura dell'America, sul dilemma (valore o potere) dell'intellettuale, sulla noia e sul denaro e soprattutto sulla morte.
Un « romanzo di idee », è stato giustamente definito. E, a chi l'accusa di prolissità (non senza fondamento; cosa del resto self-iro-nizzata dallo stesso Citrine nella metafora autolesionistica del suonatore di mandolino « che pizzica ogni nota dieci volte ») risponde Richard Rhodes dalla Chicago Tribune: « The talk is ali, and marvelous talk it is » (Il discorso, la chiacchiera, è tutto e, qui, la chiacchiera è meravigliosa). Citrine è stato paragonato (da John Léonard, sulla New York Times Book Review) a una specie di Felix Krull all'incontrano (i truffatori sono tutti gli altri). Ma possiamo anche pensare a un ironico idiota dostoievskiano. Se non sono mancati dissensi (fra cui quello di John Updike sul New Yorker) la critica anglosassone ha accolto con grande favore, o comunque con enorme attenzione, questo romanzo.
SAUL BELLOW
Massimo narratore americano vivente e uno dei maggiori del mondo, è nato nel 1915 a Lachine (Quebec) da genitori emigrati dalla Russia. È quasi sempre vissuto a Chicago, dove ha studiato fino al compimento degli studi universitari e dove tuttora risiede. 'Ha scritto: L'uomo in bilico (1944), La vittima (1947), Le avventure di Augie March (1954), // re della pioggia (1959), Herzog (1965), i racconti raccolti in Addio alla casa gialla (1968), // pianeta di Mr Sammler (1970) e alcuni testi teatrali fra i quali L'ultima analisi. Ha vinto per tre volte il National Book Award per il romanzo e è stato insegnante alla New York University, Princeton, e alla University of Minnesota. Attualmente è presidente del Committee on Social Thought all'Università di Chicago.
Di Bellow Saul vedi anche...
Racconti, Feltrinelli , 1978
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Biblioteca di Repubblica, 2002
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Dello stesso editore
scritti di Redi Malpighi Cesi Castelli Torricelli Magalotti e altri, Rizzoli , 1969
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Introduzione di Mario Praz, Rizzoli , 1994
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Le lettere a Joyce e i saggi su Joyce di Ezra Pound, Rizzoli , 1969
Fino al 31/05/12 € 26,00€ 14,00
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Mann, Croce, Montale, Gadda, Calvino, Pasolini, Togliatti, Picasso, Gallimard, Mondadori, Rizzoli , 1988
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Rizzoli , 1960
Fino al 31/05/12 € 8,00€ 4,00
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prima edizione, Rizzoli , 1988
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Prima edizione, Rizzoli , 1975
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Rizzoli , 1978
Fino al 31/05/12 € 6,00€ 3,00
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romanzo, Rizzoli , 1973
Fino al 31/05/12 € 12,00€ 6,00
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Rizzoli , 1978
Fino al 31/05/12 € 8,00€ 4,00
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Rizzoli , 1982
Fino al 31/05/12 € 12,00€ 7,00
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