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Compton-Burnett Ivy, Il presente e il passato
Prima edizione
- Editore:
Einaudi
- Collana:
supercoralli
- Anno:
1980
- Edizione:
Prima edizione
- Rilegatura:
cartonato in tela con sovracoperta
- Dimensione:
8
- Pag:
208
- Stato del libro:
libro usato in ottime condizioni; lievi tracce d'uso alla sovracoperta bianca
- Copie disponibili:
1
Contenuto:
Un mondo chiuso e delirante che ha l'ambizione di «mettere in parole» le cose. Non ci sono, questa volta, incesti incrociati, o testamenti rubati, o trabocchetti elisabettiani, com'è costume della scrittrice inglese; in questo terribile e soave romanzo c'è soltanto un diffuso senso della morte, della vita che si spegne ... nell'inutile sciocchezzaio dell'etichetta edoardiana; bambini di tre anni che recitano un perfetto rito funebre in morte della talpina, genitori stolti che tentano di spiegare la realtà fantasmatica della voluttà di morire. Questo sinistro ma anche godibilissimo romanzo della Compton-Burnett si apre affacciandosi su un dialogo di bambini saccenti, raccolti attorno alla gabbia di alcune galline a dissertare di ferocia, morte e agonia. Poi il romanzo si espande a cerchi concentrici, lasciando levitare i dialoghi sino a rasentare la febbre d'un sublime nonsense, che fa pensare a certi svampiti delle commedie di Noél Coward; così che in conclusione si ha come l'impressione che tutti i personaggi siano rinchiusi in una gabbia domestica, polli-umani anch'essi, schiavi felici delle convenzioni linguistiche e d'una logica aberrante che non fa che moltiplicare disastri.
Poco a poco, tra questi glaciali dialoghi di enfants terribles molto più maturi della loro età e le chiacchiere da cucina di servi-padroni, consapevoli dei loro paradossali privilegi, viene a galla il «dramma» di questa famiglia troppo felice. Papa è afflitto da una misteriosa forma di «bigamia» e così questi bambini già vecchi si ritrovano ad avere due madri, secondo il delirante principio che «quante più madri si hanno, meglio è di certo; di una cosa buona non se ne ha mai troppo».
Oltre alla madre, ecco a sorpresa tornar fuori anche mater, genitrice intercambiabile tra fratelli e fratellastri, portatrice di un piccolo scompiglio, come in una pièce di Pirandello recitata senza convinzione.
La parlerie si fa sempre più frenetica: il padre, escluso dagli ipocriti convenevoli delle due rivali, s'abbandona ad un finto suicidio, quasi a saggiare in vita le reazioni ad una sua eventuale scomparsa.
Ma poi la morte arriva veramente, quasi a tradimento; e, come un esplosi-vo, deflagra nella battaglia di parole di questa fatua famiglia educata alla scioc-chezza, sempre al limite della più svagata tautologia, sotto il demone amico e inconfessato di Lewis Carroll. E su tutto, il senso insistente dell'inutilità del capire, delPinafferrabilità del vero.
«A che cosa serve sapere le cose quando non si deve far altro che invecchiare sempre di più e morire prima di aver saputo tutto?» E torna qui il dubbio che alla morte della ultraottantenne scrittrice istillava Arbasino: «Sapeva o no, la Grande Signorina? si era mai resa conto della ferocia terroristica della sua letteratura?»
Di Ivy Compton-Burnett l'editore Einaudi ha pubblicato anche Madre e figlio, Servo e serva, Un dio e i suoi doni, tutti nei «Supercoralli».
trad bruno Fonzi e Camillo Pennati
Di Compton-Burnett Ivy vedi anche...
presentazione di Alberto Arbasino, Longanesi , 1979
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a cura di Sergio Solmi e Carlo Fruttero, Einaudi , 1968
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Prima edizione, Einaudi , 1979
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prima edizione, Einaudi , 1971
Fino al 31/05/12 € 14,00€ 9,00
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Prima edizione, Einaudi , 1990
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Prima edizione, Einaudi , 1994
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Prima edizione - con 25 fotografie in nero fuori testo, Einaudi , 1975
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