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Barth John, L'opera galleggiante
Prima edizione
- Editore:
Longanesi
- Collana:
Ginestra 96
- Anno:
1968
- Edizione:
Prima edizione
- Rilegatura:
cartonato rigido tela con sovracoperta
- Dimensione:
8 piccolo
- Pag:
316
- Stato del libro:
in perfette condizioni
- Copie disponibili:
1
Contenuto:
Di John Barth si è ormai parlato a lungo in Italia, alla comparsa del suo romanzo Fine di una strada, seguito dalla sua ultima opera: II coltivatore del Maryland (Rizzoli). Risulta, dai numerosi articoli pubblicati a proposito di questo autore, che egli figura come uno tra i più importanti oggi ... viventi. Si è detto che i protagonisti di Barth « strumentalizzano » cose e persone usandole ai fini di una loro logica particolare e bizzarra, « nichilista e esistenziale », per costruire una propria stravagante saggezza, una propria ilare filosofia del nulla. Ancora si è detto che i romanzi di Barth sono « commedie esistenziali », infatti non raggiungono mai le dimensioni dell'angoscia, o meglio la nascondono dietro una inesauribile brillantezza formale, in modo che sia assai difficile scorgerla. Un critico americano piuttosto importante, che lasciamo in incognito, ha definito il povero Barth « il Rudolf Nureiev della prosa », per la « sua capacità funambolesca » di far danzare le parole sulla pagina come un bizzarro ricamo nel vuoto, senza mai cadere negli «assoluti». Ora, chiediamo scusa di aver annoiato il lettore che ci conosce da tempo e che sa come un linguaggio così ampolloso, impegnato, e per la nostra ferrea memoria zeppa di echi di Primato e di Minculpop, ci lasci completamente indifferenti, soprattutto perché noi amiamo i fatti. E i fatti sono i seguenti. John Barth scrisse questo romanzo a ventisei anni, quando aveva da poco abbandonato il nativo Maryland che fa da sfondo a questa e alle successive sue opere. È vero che nel panorama americano è uno degli scrittori più importanti, e non è affatto vero che somigli a Nureiev o a qualsivoglia ballerino slavo. È invece autentico, perché l'hanno riconosciuto le voci più intelligenti, che l'Opera Galleggiante con il finale rivisto di recente dall'autore, rimane non soltanto il suo capolavoro, ma anche uno dei più grossi libri del nostro tempo. Si può discutere che si tratti di un romanzo comico, ma non che non sia una satira. A riprova, citiamo ancora un altro fatto: il romanzo comico, o a sfondo brillante, sebbene goda più popolarità dell'opera satirica si accontenta in genere di effetti un po' facili, di trovate spesso divertenti ma labili; mentre la satira, quando è all'altezza dell'Opera Galleggiante, assale il lettore direttamente alla gola e rimane l'arma usata stupendamente da Cervantes e da Voltaire. Di tutti gli accostamenti citati a proposito di questo romanzo, scarteremo sui due piedi i nomi di Sartre e di Camus, mentre conserveremo quello di Laurence Sterne e del suo Tristram Shandy privo di inibizioni, perché il protagonista, questo Todd Andrews, che ci invoglia a partecipare ai suoi vagabondaggi cerebrali, ci sembra proprio la reincarnazione attuale di quel già modernissimo personaggio settecentesco.
Traduzione di Henry Furst
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