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Aavv, Almanacco purgativo 1914
ristampa anastatica anni 60-70
- Editore:
Vallecchi
- Anno:
60/70
- Edizione:
Prima ristampa
- Rilegatura:
brossura a colori con sovracoperta
- Dimensione:
8
- Pag:
160
- Stato del libro:
libro usato in condizioni perfette; la sovracoperta ha nel bianco minime tracce d'uso; raro a trovarsi sia nella versione originale del 1913 (a non meno di 800 euro) che in questa anastatica
- Copie disponibili:
0
Contenuto:
Scritto da Soffici e Papini assieme cogli amici lacerbiani e futuristi durante l'esposizione di Pittura futurista di Lacerba, che si tenne a Firenze dal novembre 1913 al gennaio 1914, l'Almanacco purgativo è uro di quei rari documenti che possono restituire intatto il gusto, il sapore di un'epoca. Vi si trova ... la traccia più avanzata di ciò che era la reazione di alcuni intellettuali bene informati, alla società costituita, il rifiuto polemico dello istituto pubblico in tutte le proprie manifestazioni estetiche, l'attacco delle idee correnti e la provocazione culturale portata fino alla rissa.
Questo tipico prodotto futurista, che fa parte di tutta una serie di strumenti usati dal gruppo (riviste, manifesti, mostre, serate, orazioni, ecc.) per combattere quel costume «passatista » che faceva allora listagnare le arti e altrimenti la letteratura, conclude, in chiave satirica, la prima fase dell'unione avvenuta un anno prima tra i futuristi milanesi e i lacerbiani di Firenze. Poco dopo, infatti, il 15 febbraio 1914, Papini pubblica come articolo di fondo su Lacerba quel famoso « II cerchio si chiude », che sarà l'inizo di una vivace polemica con Boccioni e Marinetti e porterà alla rottura definitiva.
Una pubblicazione « scapigliata e burlesca » - come la definisce Soffici - L'Almanacco è quindi il canto del cigno non solo di un gruppo d'avanguardia, ma di un'intera dimensione di vita che sarà di li a poco sconvolta dalla guerra e mai più ricostituita. Riguardato oggi pur nelle sue quinte da farsa che ci dimostrano come sapevano divertirsi coloro che hanno iniziato la vicenda artistica e letteraria del nostro secolo, il libro potrà lasciarci anche un fondo di amarezza, se non di rimpianto verso un atteggiamento e un ritmo spirituale che si è definitivamente perduto.
Ironico, devastante, zeppo di citazioni tra il vero, verosimile e il falso, xilografie senza indicazione d'autore, una mappa dei paesi del mondo a dir poco demenziale (sì, c'era molto futurismo nel cosiddetto movimento del 77) e un sacco d'altro: cosa deve essere un almanacco futurista se non un pugno nello stomaco, una seduta dal dentista, una puntata di Porta a porta?
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