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Disponibile € 18,00€ 12,00 Fino al 31/05/12
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Morovich Enrico, Piccoli amanti
romanzo - Prima edizione - volume nuovo
- Editore:
Rusconi
- Collana:
Narrativa Rusconi
- Anno:
1990
- Edizione:
Prima edizione
- Rilegatura:
Cartonato in pelle oro al dorso astuccio
- Dimensione:
8
- Pag:
206
- Stato del libro:
volume nuovo, fuori catalogo
- Copie disponibili:
1
Contenuto:
Piccoli amanti è un libro anomalo, nella produzione di Enrico Morovich, e, per questo, forse il più importante ai fini autobiografici: esso, infatti, è l'unico libro d'ambientazione fiumana scritto dall'esule scrittore. Per ritrovare le atmosfere della sua città bisogna tornare molto indietro nel tempo, ed esattamente a Non era bene ... morire, pubblicato a puntate su «Riforma Letteraria» nel 1937 o a Contadini sui monti (Vallecchi, 1942).
Al momento dell'inizio del romanzo (autunno 1955) lo scrittore viveva a Pisa dove, dal 1952, aveva lavorato come venditore di souvenirs in piazza del Duomo per i Barsanti.
Licenziatosi perché in procinto - almeno così credeva - di riavere il suo vecchio incarico di funzionario portuale ricoperto a Fiume (incarico che avrebbe ottenuto solo nel 1958 presso il Consorzio Autonomo del Porto di Genova), tra il 1956 e il 1958 si impiegava presso l'Ufficio Informazioni Turi-stiche dell'Azienda Autonoma di Soggiorno della Versilia, grazie alla conoscenza del tedesco, del francese e dell'inglese.
Per tre stagioni turistiche Morovich fece la spola tra Pisa e le spiagge versiliesi: il romanzo fu completato, dunque, nel periodo (marzo-settembre 1956) durante il quale frequentava Forte dei Marmi.
Non è improbabile che proprio l'andarivieni tra Pisa e il mare della Versilia suscitasse in lui il ricordo e la nostalgia di un altro mare (quello di Fiume), e che l'ambientazione di Piecoli amanti ad Abbazia, con frequenti puntate su Fiume, Postumia, Trieste, Gorizia e Rovereto abbia avuto la sua molla inconscia nell'altalenante vita dell'autore, in quella instabilità logistica che acuiva la sua condizione di deraciné, di sradicato dalla propria terra. (dalla postfazione di Rombi)
Enrico Morovich (Pecine, 20 novembre 1906 ? Lavagna, 29 ottobre 1994) conosciuto fin dagli anni trenta del Novecento, Morovich trovò la sua prima, importante consacrazione nella celebre antologia sugli scrittori surreali compilata da Gianfranco Contini, cui abbiamo fatto già accenno e che fu pubblicata a Parigi nel 1946. Ai generali e lusinghieri riconoscimenti da parte della critica, ottenuti dallo scrittore (fra i suoi ultimi ammiratori c'è stato anche Leonardo Sciascia), non ha tuttavia corrisposto un altrettanto significativo successo di pubblico, almeno fino agli anni ottanta del Novecento. In quegli anni la ristampa di alcune sue opere presso editori prestigiosi (fra cui anche Einaudi e Rusconi) ha contribuito a far conoscere meglio Morovich al grande pubblico. L'opera di diffusione e di valorizzazione dello scrittore fiumano è continuata negli anni novanta del novecento, prima e dopo la sua morte (1994), grazie anche all'impegno di un gruppo di letterati e di critici fra cui il poeta e saggista Bruno Rombi (wiki)
Bella edizione in pelle con astuccio marmorizzato; con postfazione di Bruno Rombi
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