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Almansi Guido - Fink Guido, Quasi come
Parodia come letteratura. Letteratura come parodia
- Editore:
Bompiani
- Anno:
1976
- Edizione:
Prima edizione
- Rilegatura:
copertina mordida
- Dimensione:
8
- Pag:
363
- Copie disponibili:
0
Contenuto:
Ecco uno dei libri più spregiudicati, impudenti, oltraggiosi e maleducati che il lettore rispettoso dei valori letterari possa prendere tra le mani. Perché il tema di questa antologia commentata (o di questo saggio intercalato da vari brani antologici) è la parodia come letteratura e la letteratura come parodia.
Il commento ... di Guido Almansi e Guido Fink mette in luce con grande sagacia critica (e naturalmente con sense of humour) i pregi tecnici, le folgorazioni critiche, i vortici di una scrittura che parla di se stessa, la difficoltà, il rischio e la grandezza dello scrivere "alla maniera di". E quando la parodia è giustiziera, mostra come solo attraverso l'imitazione irrispettosa il testo originale sveli i propri automatismi, le sue rughe, i suoi manierismi. Proust che si diverte a imitare Balzac e Flaubert non è solo un autore di pastiches ilari e sornioni : è un grande critico che mostra la natura vera dell'aggettivazione balzacchiana e della sintassi flaubertiana. Inoltre, in questo viaggio tra le perle e i teratologismi della follia imitativa, si scoprono diversi modi di organizzare un falso letterario : c'è il falso perverso, che gronda malizia; il falso consacrante, in cui l'ammirazione si fa atto dissacrante pur affermando i diritti di uno stile ormai diventato modello e codice; il falso innocente, in cui l'autore mostra la propria debolezza di manierista maldestro; il falso sperimentale, dove più che imitare qualcuno si imita il movimento stesso della letteratura, e si intravedono terre incognite dello stile. Da Montale che osserva una "sua" pioggia nel pineto a Vita-Pinzi che imita Montale, da una Vispa Teresa commentata da un falso Mario Praz agli scrittori della Scala d'Oro che rifanno Tolstoi per il Minculpop, da Baudelaire riscritto a versi alterni da Paolo Milano e Umberto Eco al fatto di cronaca visto in decine di modi diversi da Queneau, da Shakespeare raccontato ai giovani da Charles Lamb a Spillane mimato da Woody Allen, da Dryden che riscrive la Tempesta a Fielding che prende in giro la Pamela del contemporaneo Richardson, da Updike che rifa Kerouac a Beerbohm che rifa James, via via in una sequenza di falsi Gide, falsi Robbe Grillet, falsi Unga-retti, falsi Pascoli, falsi Buffon, Leopardi riscritto senza mai usare la "a", Belli che riscrive la Bibbia, Celati che riscrive Folengo, Rabelais che riscrive la teologia, in un vortice di odi e di amori, in un gioco di specchi così complesso e avvolgente da domandarsi se tutta la storia della letteratura non sia in effetti un falso continuo che si esercita sulla letteratura precedente e il "come" dello scrivere non sia in effetti sempre un Quasi Come.
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