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Goethe Johann Wolfgang, Elegie - Epistole - Epigrammi veneziani
a cura di Guido Manacorda
- Editore:
Sansoni
- Collana:
Biblioteca sansoniana straniera
- Anno:
1982
- Edizione:
prima edizione nella nuova serie
- Rilegatura:
brossura con alette
- Dimensione:
16
- Pag:
273
- Stato del libro:
libro in perfette condizioni; estratto dal cellophane per schedatura;
- Copie disponibili:
0
Contenuto:
Testo originale a fronte; reprint della edizione riveduta del 1935
(dagli Epigrammi)
Perché così il popolo s'agita e grida? Egli vuole nutrirsi e far figli, e i figli nutrire come meglio può.
Prendine nota, viandante, ed agisci egualmente a casa tua. Nessun uomo può fare di meglio, la prenda come ... vuole.
Come scampanano i preti! Come sta loro a cuore, che la gente venga e chiacchieri ieri come oggi!
Non venitemi a sparlare dei preti! Essi conoscono le esigenze dell'uomo. In verità, quant'è felice l'uomo, se possa chiacchierare domani come oggi!
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Elegie, Epistòle ed Epigrammi veneziani sono l'atto di fede 'di un neofita, anzi di un convcrtito: specie le Elegie notissime del primo gruppo, che vanno sotto ,il titolo di romane. Assai prima che vi mettesse mano, anzi che neppure vi pensasse, Goethe, stanco di cicli torbidi e di affari politici, sazio di rugiade e di tumulti romantici, annoiato dell'amore disciplinante e contenuto di Carlotta von Stein, aveva aspirato all'Italia, come al paese della libertà perfetta e della perfetta legge. Della libertà perfetta, in quanto l'individuo vi può tutto; della perfetta legge, in quanto, vivendo essa negli spiriti, anzi identificandosi con loro, non esercita più costrizione alcuna o gravame: legge di serenità, euritmia e simmetria, in linea, musica e colore.
Siamo all'autunno del 1786. Goethe scende dal Brennero: ecco Verona ostentante il suo Anfiteatro; ecco Vicenza palladiana, Venezia sansoviniana, Roma cesarea e raffaellesca. O non l'aveva forse detto, Goethe, che l'Italia era proprio così ? Naturalmente, per meglio convincersene, traversa di corsa Firenze, chiude gli occhi davanti ai palazzi perugini, torce il viso dalla chiesa di S. Francesco in Assisi. Per lui, quella, non è Italia: « in questo mondo sconosciuto, scrive candidamente e caparbiamente all'ombra del campanile di Giotto, non mi voglio indugiare ». La sua Italia l'ha già dentro di sé : quel che rientra in quelle forme e in quella misura, bene ; quanto al resto, peggio per lui ! O allora, perché tanto insistere sugli effetti miracolosi del Viaggio in Italia? Prima di tutto, evidentemente, perché il miracolo fu bandito, in perfetta buona fede del resto, dallo stesso Goethe; in secondo luogo, perché storici e critici gli fecero seguito, credendogli sulla parola. Ma, in verità, Goethe, la sua rivoluzione interiore l'aveva già fatta, assai prima, che salutasse il Garda col virgiliano : Fluctibus et fremita resonans Benace marino. (dalla introduzione di Manacorda)
Di Goethe Johann Wolfgang vedi anche...
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De Agostini , 1967
Fino al 31/05/12 € 22,00€ 16,00
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Introduzione e traduzione di Massimo Mila, Einaudi , 1962
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introduzione di paolo Chiarini, Theoria , 1983
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I dolori del giovane Werther - Le affinità elettive - Faust, L'Espresso, 2005
Fino al 31/05/12 € 12,00€ 9,00
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a cura di Cornelia Diekamp, Museo regionale scienze naturali Torino, 2000
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Nella stessa collana
introduzione e commento di Aldo Ricci, Sansoni , 1983
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