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Werfel Franz, I quaranta giorni del Mussa Dagh - due volumi
Opera completa
- Editore:
Mondadori
- Collana:
Medusa 47
- Anno:
1941
- Edizione:
Quarta edizione
- Rilegatura:
Brossura
- Dimensione:
8 piccolo
- Pag:
920
- Stato del libro:
usato in ottime condizioni; firma di appartenenza al frontespizio
- Copie disponibili:
0
Contenuto:
Monumentale romanzo dello scrittore austriaco di Praga Franz Werfel (1890-1945), pubblicato nel 1933. Fu abbozzato nel 1929 a Damasco, dopo la pietosa visione di fanciulli armeni profughi, che lavo-ravano in una fabbrica di tappeti; e composto nel 1932-'33. Canta epicamente il tragico destino del popolo armeno, minoranza etnica odiata e ... perseguitata per la sua antichissima civiltą cristiana, intelligente, industre e non bellicosa, in eterno contrasto con la razza guerriera dei Turchi, col grande Impero ottomano detentore del potere. Enver Pascią, ministro turco della Guerra, e Talaąt Bey, ministro dell'interno, precursori del razzismo durante la prima guerra mondiale, decisero di approfittare di questa per sopprimere definitivamente la questione armena, condannando alla deportazione ossia al « nulla » tutta la stirpe. Affiora sotto la questione armena la questione ebraica, di cui lo spirito profetico di Werfel (d'origine ebrea) presenta i futuri tragici sviluppi. < Se il governo del mio popolo » - dice il pastore tedesco Giovanni Lepsius, strenuo difensore degli Armeni, nello storico colloquio con Enver, in un mirabile capitolo del libro (scelto dall'autore per una conferenza da lui tenuta in una cittą tedesca nel novembre 1932), intitolato «Intermezzo degli dči» che rispecchia il gioco degli interessi politici nazionali e internazionali nel conflitto delle razze, delle civiltą e delle religioni - « procedesse contro i suoi conterranei di altra razza o di altra opinione in modo ingiusto, illegale, inumano, io mi staccherei all'istante dalla Germania e me ne andrei in America ! » L'epopea prende lo spunto dallo storico episodio annunciato alla stampa europea da un comunicato ufficiale francese del 22 sett. 1915: « Perseguitati dai Turchi, circa 5000 Armeni, fra cui quasi 3000 donne, fanciulli e vecchi, si erano rifugiati verso la fine di luglio nel massiccio del Mussa Dagh, a nord della baia di Antiochia, dove erano riusciti fino ai primi di settembre a tenere testa agli aggressori: ma da allora gli approvvigionamenti e le munizioni cominciarono a venir meno ed essi erano sul punto di soccombere, quando riuscirono a segnalare a un incrociatore francese la loro grave situazione. Gli incrociatori della squadra francese, che facevano il blocco delle coste della Siria, recarono subito soccorso e poterono assicurare lo sgombero dei 5000 Armeni, che vennero trasportati a Porto Said, dove ricevettero la migliore accoglienza e furono installati in un accampamento provvisorio ». Su quel massiccio dal simbolico nome di « Montagna di Mosč », dove vive per 40 giorni in una improvvisata comunitą la popolazione di sette villaggi della costa mediterranea di Alessandretta, si ripete in miniatura la storia dell'umanitą e della civiltą, con le sue grandezze eroiche e le sue meschine miserie, con le sue esigenze etiche e spirituali e i suoi attivi, incoercibili sforzi di elevazione e di benessere materiale, con le sue vittorie e le sue sconfitte; ma soprattutto con quell'afflato religioso che permea la vita dell'universo, dando a ogni fenomeno terreno un significato divino e giustificando il male con una lungimirante, suprema ragione di bene.
Traduzione di C. Baseggio
Di Werfel Franz vedi anche...
Nella stessa collana
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terza edizione 1960, Mondadori , 1960
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Due romanzi - Prima edizione, Mondadori , 1944
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