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Junger Ernst, Il cuore avventuroso
Figurazioni e Capricci - a cura di Quirino Principe
- Editore:
Longanesi
- Collana:
Il cammeo 118
- Anno:
1986
- Edizione:
Prima edizione
- Rilegatura:
Brossura cucita
- Dimensione:
8
- Pag:
179
- Stato del libro:
usato perfetto
- Copie disponibili:
1
Contenuto:
In una prima versione, divenuta mitica nella memoria dello stesso autore, Il cuore avventuroso (Das abenteuerliche Herz) vide la luce nel 1929, pochi anni prima dell'Operaio. Se in quest'ultimo libro il terrore nasce dalla trasformazione e dalla velocità, Il cuore avventuroso fissa l'occhio sull'immagine ferma e sovente bella e incantata ... del mondo. Ma qui l'inquietudine, che può giungere fino all'angoscia e allo spavento, sorge da quel che si vede negli angoli morti della realtà: è come quando, in una limpida goccia d'acqua, un microscopio rivela un brulicare di orridi germi. Una seconda versione del libro, uscita nel 1938 e riveduta nel 1950, sente l'influenza del clima in cui Junger stava scrivendo Sulle scogliere di marmo. Ricompaiono, come fantasmi, alcuni sinistri personaggi di quel romanzo, con la stessa funesta e raggelante precisione di contorni. Manca però, del romanzo, il fluire delle vicende. Nel Cuore avventuroso il tempo è fermo, e domina uno spazio in cui Junger colloca visioni che si vorrebbe disperatamente fossero soltanto sogni: fiabe crudeli come « Il cavaliere nero » in cui una giovane bionda è straziata da una sorella bruna; il quartiere che in una città appare e scompare, abitato da ciechi, in cui danzatrici non vedenti eccitano la sessualità degli uomini con il loro volto inespressivo; magici sobborghi di Berlino che si aprono ad avventure verso l'ignoto celato in un'innocua bottega. A simili pagine si alternano momenti di luce accecante, in cui Junger enuncia con formule memorabili le geometrie e le trasparenze dell'universo, costruendo un'emozione incontenibile nell'osservare petali di fiori o cristalli. Esiste poi il suono, che in una pagina come « L'orrore » rivela se stesso nelle proprie inattese vibrazioni, mediante l'incredibile sequenza di una persona lillipuziana precipitante attraverso un'abissale pila di fogli di lamiera. E con un suono si chiude il libro: col richiamo di un pescivendolo, in cui, accanto al grido sonoro e invitante, permane un lamentoso e misterioso sussurro.
Ernst Junger è nato a Heidelberg nel 1895. Ha studiato zoologia e filosofia nelle università di Lipsia e di Napoli. Dopo la seconda guerra mondiale si orientò sempre più verso interessi filosofici e religiosi.
Di Junger Ernst vedi anche...
prima edizione, Bompiani , 1942
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Nella stessa collana
Un racconto che unisce il reportage all'autobiografia, la cronaca alla Storia piccola e grande, l'aneddoto all'interpretazione, Longanesi , 1998
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Volume secondo della serie Incontri, Longanesi , 1956
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