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Bernhard Thomas, Ja
prima edizione
- Editore:
Guanda
- Collana:
prosa contemporanea 19
- Anno:
1983
- Edizione:
prima edizione
- Rilegatura:
Brossura cucita con risvolti
- Dimensione:
12x20
- Pag:
103
- Stato del libro:
libro usato ottimo, lievi segni d'usura copertina
- Copie disponibili:
0
Contenuto:
I protagonisti di Ja sono quattro anziane persone: una coppia (lui è un costruttore svizzero e lei è persiana), un agente immobiliare e uno studioso di scienze naturali. Quest'ultimo ci racconta la vicenda, con una straordinaria capacità di affabulazione: egli ci risucchia nelle sue spire e non ci lascia più. ... Il suo racconto si configura come una specie di scommessa - per vigore e continuità e capacità di intrecciare il poco che possa accadere in un sonnolento villaggio austriaco dove un uomo continua a fare il suo mestiere che è quello di vendere terreni, un altro a dibattersi nel suo eterno rifiuto della schopenhaueriana «volontà di vivere» e altri due acquistano arrivando da fuori la funzione di allarme. Così, mentre il racconto equivale ad un tuffo ad una profondità inconcepibile, discesa in apnea praticamente illimitata, ciò che esso viene scoprendo (prima a se stesso che all'eventuale ascoltatore) è un mondo di solitudini in cui l'atto esistenziale di maggior senso è quello del confessarsi a qualcuno. Ad un certo punto l'isolamento fisico e morale diventa insostenibile: ed ecco che lo scienziato parla della propria «infermità» all'agente immobiliare, bruscamente e brutalmente coinvolgendolo (dunque - non salvandolo e non salvando se stesso per la sua mancanza di delicatezza); ed ecco che, in un secondo momento, tutto si ripete - quando la persiana, più o meno allo stesso modo ansioso e solipsistico, confesserà il proprio fallimento esistenziale, quello del suo quasi matrimonio e quello della sua idea «molto orientale» di sacrificio per un uomo. Si potrebbe insinuare che anche questa è una economia - una economia dello spirito umano. Ma non sempre l'autosvelamento produce un beneficio. Il narratore è colui che in qualche modo ne ha tratto vantaggio: in lui, parlare di sé, contrapporre l'altro a se stesso, fu causa di un ripristino del circuito vitale interrotto: prima la parola, poi la lettura, infine la possibilità di tuffarsi negli studi - in una parola la possibilità di nuovamente «creare». Ma per la donna non è andata così: in fondo al suo tentativo c'era altra solitudine, anzi una solitudine definitiva. Ed è qui, probabilmente, che si svela, a noi, il senso del testo di Bernhard: quasi inevitabile contrapporre il suo «sì» finale all'altro celebre «sì» finale della letteratura, quello deiruiisse. Il confronto avviene, naturalmente, solo sul piano del senso. Ma è curioso osservare come nel grande romanzo di Joyce il «sì» si contrapponga all'«uni-verso della morte» di cui parlò Henry Miller e nel breve romanzo di Bernhard il «sì» non introduca né designi alcun rovesciamento strutturale - come forse pretende. Esso non è che il compimento o la summa di uno stile che tende all'autoconservazio-ne, alla maniacale affermazione di sé - non certo un elemento dialettico o, meglio, ambiguo. Bernhard è uno scrittore tutto definito dallo stile. Si direbbe anzi che la sua narrativa sia la messinscena di un conflitto ad effetto: quello tra una visione tremen-distica del mondo (infine, fatalmente, filistea) e una scrittura che proprio nel suo mimetico piétiner sur piace, cioè con un paradosso, intende realizzare il superamento del vischioso dato iniziale.
Thomas Bernhard, nato nel 1931, vive a Ohlsdorf, nell'Austria Superiore. Nel 1970 ebbe il Premio Biichner. La sua opera di narratore, oggetto sin dall'inizio di intensa attenzione da parte dei critici, comprende romanzi e racconti, tra cui: Frost (1963), Amras (1964), Verstorung (1967), An der Baumgrenze ( 1969), Das Kalkwerk ( 1970), Midland in Stilfs (1971), Korrektur (1975). Ha scritto anche poesie, e una lunga serie di lavori teatrali, parecchi dei quali presentati al Festival di Salisburgo (a partire dal 1972); di essi è stato detto che «rappresentano le prime commedie tedesche da tempo immemorabile». La Guanda ha presentato per prima in Italia lo scrittore austriaco pubblicando, nel 1981, i racconti de L'Italiano.
traduzione di Claudio groff
Di Bernhard Thomas vedi anche...
Prima edizione - Una festa per Boris, La forza dell'abitudine, Il riformatore del mondo, Ubulibri, 1982
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Prima edizione - La brigata dei cacciatori, Minetti, Alla meta, Ubulibri, 1984
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prima edizione, Einaudi , 1986
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Traduzione di Magda Olivetti - Prima edizione, Einaudi , 1989
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Traduzione di Eugenio Bernardi, Adelphi , 1987
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a cura di Kurt Hofmann, Guanda , 1989
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Traduzione di Renata Colorni - Prima edizione, Adelphi , 1994
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Prima edizione, Adelphi , 1989
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Prima edizione, Adelphi , 1990
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Traduzione di Andreina Lavagetto, Adelphi , 1996
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Nella stessa collana
Guanda , 1990
Fino al 31/05/12 € 8,00€ 4,00
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