- Editore:
Guanda
- Collana:
biblioteca della fenice 1
- Anno:
1976
- Edizione:
seconda edizione
- Rilegatura:
copertina morbida
- Dimensione:
8
- Pag:
113
- Stato del libro:
Libro usato in ottime condizioni.
- Copie disponibili:
1
Contenuto:
Uno sfarfallio di magie, riti leggiadri, imperatori pietrificati, imperatrici eteree ma resistenti, fanciulli bellissimi, rossi sparvieri, demoni, poveracci come il monco o il gobbo e anche onesti lavoratori. In apparenza poco più che una fiaba, in realtà un tessuto letterario complesso e affascinante. Analizzare la struttura di questo racconto comporta
... descrivere falsi percorsi, trabocchetti, itinerari labirintici ma non fuorvianti, perché la narrazione scorre secondo due movimenti narrativi e almeno tre « profondità » differenti, tre possibili letture. La superficie mitico-fiabesca occulta e decora la descrizione della condizione schizoide e il tentativo del suo superamento letterario mediante la rivalutazione « proditoria » di un sentimento impossibile come l'amore. La dimensione occultamente onirica permette il miracolo del ricongiungimento e d'ogni blasfemo possesso, così come la negazione del tempo e dello spazio: la perfetta circolante, la stasi assoluta. Alla fine accade ciò che si dava per accaduto, ma qualcosa, malgrado tutto, è accaduto, non foss'altro il racconto.
Questo capolavoro, arduo rarefatto eppure leggibilissimo, nasce dalla penna di uno scrittore che riassume in sé ed estenua la crisi di una civiltà. Per Hofmannsthal la prima guerra mondiale non significò soltanto la fine dell'impero asburgico, ma la fine della civiltà europea. Il crollo di un mondo storico e dei suoi valori provoca, in uno scrittore già di per sé portato al mistero, all'occultamento e d mito, un accentuarsi del momento trascendente, un recupero di ciò che palesemente sopravvive malgrado tutto (e cioè l'uomo) sistemandolo nella categoria dell'assoluto. La uà propensione per il mito fa parte di questa logica: è la fuga verso certezze che furono e contemporaneamente la ricerca di archetipi operanti anche all'interno del crepuscolo stoico di quella Vienna che Kafka descrisse come un grande e cadente nido sulla roccie di rovine paradisiache».
Traduzione di Alighiero Manacorda - a cura di Giorgio Manacorda.
Di Von Hofmannsthal Hugo vedi anche...
Nella stessa collana
Significato e visione del mondo, Guanda , 1986
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