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Aavv, Antologia della poesia italiana - due volumiDalla origini al Trecento - a cura di Alfredo Giuliani
Contenuto:
Aveva ragione Ezra Pound: "La buona poesia è news that state news," notizie che restano notizie, novità anche se trasmesse secoli or sono. Che cosa tiene lontano dalla poesia dei "classici" il lettore comune? Forse il fatto, in sé banale, che le antologie sono generalmente concepite per coloro che la... poesia devono studiarla, e non per chi vorrebbe leggerla senza averne l'obbligo. Del resto, le due esigenze si fondono naturalmente. La poesia non esisterebbe se non esistesse l'uso poetico della lingua: il piacere ritmico di sentire il corpo dell'espressione svolgere le proprie funzioni, la scoperta che nessuna parola ha un significato tanto preciso e definitivo da non poter essere trasposta in nuove catene di significati. Ora, la poesia italiana vive in una stupefacente molteplicità di forme, di lingue e di generi. Tale ricchezza sembra quasi inesauribile nella poesia che va dalle origini al maturo Trecento ( materia dei primi due volumi di questa antologia), ma è accumulata anche nei testi noti e meno noti dei secoli successivi sino ai nostri giorni (di cui tratteranno i prossimi quattro volumi). Ed è una ricchezza che chiunque, purché abbia un minimo di cultura scolastica, può possedere. L'antologia di Giuliani, nelle note esplicative o nelle parafrasi in calce ai testi non risparmia le informazioni che possono aiutare il lettore; nelle brevi introduzioni critiche su singoli autori, scuole o periodi, vengono proposte interpretazioni in qualche misura originali, come la lettura mimica di quella che è ritenuta la più antica composizione in versi italiani (Salva lo vescovo senato), varie congetture proposte per intendere l,a-cune o passi poco chiari nei codici delle poesie della scuola siciliana, la lettura parapsicologica degli stilnovisti, l'elaborazione del lutto che lega la poesia di Dante dalla Vita nuova alla Commedia (e dunque Beatrice vista quale archetipo polivalente), l'astuzia del Petrarca nel sublimare senza celarlo il proprio delirio carnale, così come si compie la rivalutazione del poeta epico abruzzese Buccio di Ranallo. Alfredo Giuliani, incaricato di letteratura italiana all'Università di Bologna, ha scritto poesie (Il tautofono, Feltrinelli, Chi l'avrebbe detto, Einaudi), saggi (Immagini e maniere, La Gerusalemme Liberata, racconto critico e antologia, Einaudi), un'opera in prosa (IIgiovane Max, Adel-phi). È nota la sua antologia I novissimi, uscita nel 1961 e ristampata da Einaudi nel 1965, con la quale si può dire abbia avuto inizio il fenomeno della neo-avanguardia negli anni Sessanta. Indice vol I Avvertenza POESIE COMICHE DEL XII SECOLO Anonimo Cantilena giullaresca Rambaldo di Vaqueiras Contrasto bilingue FRANCESCO D'ASSISI Cantico di Frate Sole I POETI DELLA CORTE SVEVA Giacomo da Lenttni Madonna, dir vi voglio Maravigliosamente Dolce cominciamento Dal care mi vene Or come potè sì gran donna entrare A l'aire darò o vista pioggia dare Amar è un desio che ven da care Io m'agio posto in care a Dio servire Lo viso mi fa andare alegramente Frammento Pier della Vigna Amando con fin care e con speranza Tomaso di Sasso di Messina D'amoroso paese Rinaldo d'Aquino Già mài non mi conforto Ormai quando flore Un oseleto che canta d'amore Giacomino Pugliese Donna, di voi mi lamento La dolce aera piagente Mazzeo di Ricco Lo care innamorato Re Enzo S'eo trovasse Pietanza Tempo vene che sale a chi discende Guido delle Colonne Amar, che lungiamente m'hai menato Ancor che l'aigua per lo foco lassi Stefano Protonotaro Pir meu cori alligrari Anonimo Rosa aulente Anonimo Par fio mi cavalcava Cielo d'Alcamo Rosa fresca aulentissima - c'apari inver la state GUITTONE D'AREZZO E LA POESIA CORTESE IN TOSCANA Bonagiunta Orbicciani Tal è la fiamma e 'I foco A me adovene com'a lo zitello Tutto lo mondo si manten per fiore Inghilfredi da Lucca Caunoscenza penosa e angosciosa Del meo voler dir l'ombra Guidone d'Arezzo Tutto 'I dolor, ch'eo mai portai, fu gioia Tuttor, s'eo veglio o dormo Canzone in difesa delle donne Canzone guelfa O tu, de nome Amar, guerra de fatto Amar m'ha friso ed incarnato tutto Amar mene, per Dea, mene, merzede Si como ciascun orno, enfingitore Ahi Deo, chi videe mai tal malatia Tuttor ch'eo dirò "gioì'," gioiva cosa Con più m'allungo, più m'è prossimana De coralmente amar mai non dimagra Villana donna, non mi ti disdire Così ti doni Dio mala ventura Me piace dir como sento d'amore Or chi dirà, o ver chi farà dire S'eo tale fosse ch'io potesse stare Partito sono dal viso lucente Perché Amore è dipinto con le ali di porpora Monte Andrea Ahi lasso doloroso, più non posso Poi che 'I ferro la calamità saggia Dolente me, san morto ed aggio vita Patiticelo dal Eagno Lasso di far più verso Neri de' Visdomini L'animo è turbato Camino Gbiberti Poi ch'è sì vergognoso Maestro Francesco De le grevi doglie e pene Dolze mia 'donna, lo vostro partimento Bondie Dietaiuti Quando l'aire rischiara e rinserena Ugo di Massa In ogni membro un spirito m'è nato Lemma Orlandi Lontana dimoranza Pietro Morovelli di Firenze Donna amorosa Chiaro Davanzali E' no mi piace, sire, la partenza Madonna, or veggio che poco vi cale Io san certa, messer, che voi m'amaste Madonna, or provedete ad una cosa Io non dico, messer, che voi pechiate I' mi disdico ch'i' non ho tuo care Come Narcissi, in sua spera mirando Compiuta Donzella A la stagion che 7 mondo foglia e fiora Anonimo Tapina ahimè, ch'amava uno sparvero Dante da Maiano Com' pili diletto di voi, donna, prendo Anonimo da // mare amoroso SORDELLO DA COITO (?) Sirventese Lombardesco RIME GIULLARESCHE, POPOLARI E PARODISTICHE Ruggieri Apugliese Umile sono ed orgoglioso Genti, intendete questo sermone Compagnetto da Prato L'amor fa una donna amare Anonimo Nova danza più fina dalle Rime dei Memoriali bolognesi Oi bona gente, oditi et emenditi Mamma, lo temp' è venuto E-Ila mia dona giogliosa Far de la bella bella caiba Anonimo Canzone del fi' Aldobrandino Castra Fiorentino Una fermana iscoppai da Cascioli POESIA MORALE E ALLEGORICA SETTENTRIONALE Anonimo Proverbi de femene Uguccione da Lodi da // libro Giacomino da Verona Babilonia infernale Gerusalemme celeste Girardo Patecchio Enoio De mateza e de mati Delle femene Bonvesin da la Riva II corpo dell'uomo Di un monaco che era chiamato frate Ave Maria Disputa della rosa con la viola POESIA DIDATTICA E ALLEGORICA TOSCANA Brunetto Latini da Il Tesoretto Anonimo fiorentino Detto del gatto lupesco Jacopone da lodi O iubelo del care O amar de povertate - O amore muto Donna de Paradiso Amar de cariiate 0 Segnar, per cortesia Povertade ennamorata Che farai, fra Jacovone? De Profundis a papa Bonifazio POESIA COMICA BORGHESE Rustico di Filippo 01 dolce mio marito Aldobrandino Una bestiuola ho vista molto fèra Da che guerra m'avete incominciata A voi, Chierma, so dire una novella Quando ser Pepo vede alcuna patta El Muscia sì fa dicere e bandire I' aggio inteso che santa lo care Dovunque eo vo o vegno o volgo o giro Slmilmente la notte come 'I giorno Tutto lo giorno intorno vo fuggendo Oi amoroso e mio fedele amante Assai mi san coverta, amore meo Cecca Angiolieri Quanto un granel di panico è minore La mia malinconia è tanta e tale Me' mi so cattiveggiar su 'n un letto Anima mia, cuor del mi' corp', amore Oncia di carne libra di malizia I' ho tutte le cose ch'io non voglio Ogn'altra carne m'è 'n odio venuta La mia donna m'ha mandato un messo Becchino mia! — Cecca, noi ti confesso Qualunque giorno non veggio 7 mi' amore Qualunqu'om vuoi purgar le sue peccata Babb'e Becchino, l'Amar e mie madre S' i' fosse foco, ardere' il mondo Tre cose solamente mi so' in grado I' sono innamorato, ma non tanto In questo mondo chi non ha moneta II pessimo e 7 crudele odio, eh' i' porto Dante Alighier, s' i' so' bon begolardo Meo dei Tolomei Per Die, Min Zeppa, or san giunte le tue Sì fortemente l'altrier fu' malato Quando 'I Zeppa entra 'n santo, usa di dire L'altrier si mi feria una tal ficca Folgore da San Gimignano da / sonetti dei mesi Di gennaio Di febbraio Di marzo D'aprile Di maggio Di giugno D'agosto Di decembre da I sonetti della settimana Lunidie Eo non ti lodo, Dio, e non ti adoro Paolo Lanfranchi Un nobel e geniti imaginare Ogni meo fatto per contrario faccio Immanuel Romano Amar non lesse mai l'avemaria Se san Pietro e san Paul da l'una parte Bisbidis a messer Cane della Scala Pietro de' Fallineili Ercol, Timbréo, Vesta e la Minerva Voi gite molto arditi a far la mostra S'io veggio in Lucca bella mio ritorno Pieraccio Tebaldi O vita di mia vita, quando io penso La gaia donna che, del mio paese Se colla vita io esco de la buca Quando l'uom chiede un don ch'è bisognoso Corretto son del tutto e gastigato Oggi abbiàn lunedì, come tu sai Ser Durante da II Fiore Lo dio d'Amar con su' arco mi trasse Partes' Amore su' ale battendo E se la donna prende tu' presente II marinaio che tuttor navicando Quando fai ad alcuna tua ricbesta E quando tu sarai co-Ilei soletto Ancor convien che tu sacci alcun'arte A sua maniera ti mantien tuttora Vedete che danari hanno usorieri Figliuola mia, chi vuoi gioir d'Amore In pover uom non metter già tu' amore Per pitì volte falli' a lui ficcare Fonti Indice vol II GLI STILNOVISTI Guido Guinizzelli legno de folle 'impres', a lo ver dire M cor geniti rempaira sempre amore Lo vosttft bel saluto e 'I geniti sguardo Vedut'ho la lucente stella diana Si sono angoscioso e pien di doglia Madonna mia, quel dì ch'Amar consente Chi vedesse a Lucia un var capuzzo Guido Cavalcanti Tu m'hai si piena di dolor la mente Voi che per gli occhi mi passaste 'I care Io non pensava che lo cor giammai I' prego voi che di dolor parlate S'io prego questa donna che Vietate Noi siàn le triste penne isbigolite Veggio negli occhi de la donna mia Donna me prega Una giovane donna di Tolosa Era in penser d'amar quand'i' trovai Quando di morte mi conven trar vita In un boschetto trova' pasturella Perch'i' no spero di tornar giammai Lapo danni Nel vostro viso angelico amoroso O Morte, della vita privatrice Amar, eo chero mia donna in domino danni Alfani Quanto più mi disdegni, più mi piaci Dina Frescobaldi In quella parte, ove luce la stella Voi che piangete nello stato amaro Onesto degli Onesti Mente ed umile e più di mille sporte duo da Pistola Amar che vien per le più dolci porte Sì è 'ricamato Amor del suo piacere Orno smarruto che pensoso vai Ciò ch'i' veggio di qua m'è mortai duolo Ora che rise lo spirito mio Se conceduto mi fosse da Giove Omè! ch'io sono all'amoroso nodo Per una merla, che dintorno al volto Deh, non mi domandar perché sospiri Tutto ciò ch'altrui agrada a me disgrada Poi ch'i' fui, Dante, dal mio natal sito Su per la costa, Amor, de l'alto monte DANTE ALIGHIERI Tanto gentile e tanto onesta pare Donna pietosa e di novella etate Un dì si venne a me Malinconia Videro li occhi miei quanta pietate Lasso! per forza di molti sospiri Deh peregrini che pensosi andate Bicci novel, figliuol di non so cui 10 son venuto al punto de la rota Al poco giorno e al gran cerchio d'ombra Così nel mio parlar voglio esser aspro Amar, da che convien pur ch'io mi doglia Se vedi li occhi miei di pianger vaghi da La Divina Commedia - Purgatorio, Canto V CECCO D'ASCOLI La Terra sta al centro degli elementi Della rugiada e brina Le lumeria, simbolo della fede 11 cigno La cicala La notticora La tortora La sirena La tigre II tempo II sangue nel cuore e l'acqua nel pugno Contro le favole LIRICI MINORI DEL PRIMO TRECENTO Sennuccio del Bene Amar, tu sai ch'i' son col capo cano Marino Ceccoli Quando i fioretti fra le foglie tenere A la dolce stason ch'ei lorde arvegnono da L'ENTRÉE D'ESPAGNE POESIA EPICA E GNOMICA DEL MEDIOEVO ABRUZZESE Buccio di Ranallo La Cronaca Aquilana 1. Fondazione del Comune di Aquila (1254) Manfredi distrugge la città (1259) Battaglia di Eenevento (1266) 2. Corradino di Svevia scende in Italia (1267) Carlo d'Angiò lo sconfigge aiutato dagli aquilani (1268) 3. Storia di Nicola dell'Isola Capitano del popolo e di come fu ucciso a tradimento (1290-1293) 4. Gli aquilani riconquistano la Campana Rafinella rapita dai reatini. I sulmontini scornati (1320) 5. Il comune scortica i contribuenti e Buccio impreca con un sonetto 6. La peste (1348) e il terremoto (1349) Esorta gli aquilani a non corrompersi con i tiranni 7. Due sonetti sul governo del comune Del bene che la concardia potrebbe apportare al comune A' consiglieri amanti dell'onore perché rimbecchino i malvagi dicitori della ringhiera Anonimo Contrasto dei tre vivi e dei tre morti Testo del Monaci riprodotto dal Guerrieri Crocetti Anonimo Dal volgarizzamento dei "Disticha de moribus" FRANCESCO PETRARCA Se la mia vita da l'aspro tormento Verdi panni, sanguigni, oscuri o persi Solo e pensoso i più deserti campi L'oro e le perle e i fior' vermigli e i bianchi Benedetto sia 'I giorno, e 7 mese, e l'anno L'aere gravato, e l'importuna nebbia Erano i capei d'oro a l'aura sparsi Mai non va' più cantar com'io soleva Quel vago impallidir che 'I dolce riso Se 'I pensier che mi strugge Chiare, fresche e dolci acque Di pensier in pensier, di monte in monte Amar m'a posto come segno a strale In qual parte del del, in quale ydea Amar et io sì pien' di meraviglia Amar mi manda quel dolce penserò Giunto m'a Amar fra belle e crude braccia Per mezzi boschi inhospiti e selvaggi Aura che quelle chiome bionde e crespe Cantai, or piango, e non men di dolcezza Solea lontana in sonno consolarmi Che debb'io far? che mi consigli, Amore? Né mai pietosa madre al caro figlio Levommi il mio penser in parte ov'era Amar che meco al buon tempo ti stavi Zephiro torna, e 'I bel tempo rimena Tutta la mia fiorita e verde etade Quando il soave mio fido conforto GIOVANNI BOCCACCIO dalle Rime Iscinta e scalza, con le trezze avvolte Vetro san fatti i fiumi, et i ruscelli ' Cadute son degli arbori le foglie L'oscure fami e i pelagi tirreni da // Filostrato da // Ninfale fiesolano CANTARE DI TRISTANO POETI MINORI DEL SECONDO TRECENTO Fazio degli liberti Io guardo i crespi e i biondi capelli Lasso!, che quando imaginando vegno Antonio da Ferrara Le stelle universali e i del rotanti Simone Serdini Le 'nfastidite labbra in ch'io già pose Ben è verace l'amar ch'io ti porto Frate Stoppa de' Bostichi Se la Fortuna o 'I mondo Anonimo Lamento del conte Lando I Francesco di Vannozzo Sia benedetto el vespro e 'I predicare Ahi, lasso me, che tutta notte i' penso O solitario, vago, ignoto cuco El poder basso col voler altiero Se Die m'aide, a le vagnele, compar Antonio Pucci Deh fammi una canzon, fammi un sonetto Delle proprietà di Mercato Vecchio Franco Sacchetti Sovra la riva d'un corrente fiume Passando con pensier per un boschetto Innamorato pruno Benedetta sia la state frollala morde Giannozzo Sacchetti Mettete dentro gli spezzati remi Fonti ... vedi la scheda completa Nella stessa collana
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