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Aavv, Quaderni piacentini 53-54 - 1974
- Editore:
Quaderni Piacentini
- Collana:
Periodico bimestrale
- Anno di edizione:
1974
- Rilegatura:
brossura
- Dimensione:
8°
- Pag:
248
- Stato del libro:
In ottime condizioni.
- Copie disponibili:
0
Contenuto:
I «quaderni piacentini» hanno costituito un caso, abbastanza raro in Italia, di una rivista politico-culturale di sinistra, non legata ai partiti, correnti o gruppi, che per circa vent?anni fu il luogo naturale d?incontro e di dibattito della nuova sinistra, e che nel 1968-69 divenne strumento di elaborazione e diffusione delle ... idee del movimento studentesco. La rivista nacque nel 1962, in pieno miracolo economico, mentre erano in corso grandi mutamenti nell?economia e nella società e cominciava ad affermarsi anche in Italia l?industria culturale. Sul suo indirizzo politico iniziale influirono le idee che in quel periodo si andavano dibattendo in piccoli gruppi marxisti di tendenza operaista: i «Quaderni rossi» di Raniero Panzieri, «classe operaia» di Mario Tronti e Alberto Asor Rosa, il gruppo cremonese che faceva capo a Danilo Montaldi. Franco Fortini, amico di Panieri e vicino ai «Quaderni rossi», fu più di ogni altri prodigo di consigli e di collaborazioni fin dalla primissima fase. Ma l?originalità, la spregiudicatezza e l?indipendenza della rivista furono merito esclusivo di Pergiorgio Bellocchio e Grazia Cherchi, i due giovani intellettuali piacentini che la inventarono e la gestirono. I primi due fascicoli, ciclostilati, uscirono nel marzo e nell?aprile 1962: avevano rispettivamente 16 e 36 pagine, tiravano circa 250 copie e costavano 100 lire. Il numero 1 si presentava «a cura dei giovani della sinistra», mentre nel numero 1 bis Bellocchio compariva come direttore. I primi numeri si occupavano in parte anche dei problemi cittadini, ma l?impronta di novità e di freschezza era data dal tono anticonformista dei commenti sociali e di costume (nella rubrica «Il franco tiratore»), dalle recensioni e segnalazioni di libri, che erano spesso stroncature, e dalla rubrica «Libri da leggere e da non leggere», mantenuta fino al numero 36. Nei primi tre anni, benché la diffusione fosse fatta in prima persona dai redattori e da pochi amici, la rivista registrò una crescita costante: crebbe il numero di pagine, la tiratura e le vendite aumentarono progressivamente da 1.000 a 2.500 copie, fra i collaboratori comparvero Franco Fortini, Sergio Bologna, Giovanni Giudici, Goffredo Fofi, Giancarlo Majorino, Luciano Amodio, Edoarda Masi, Roberto Roversi, Mario Isnenghi, Alberto Asor Rosa. Un salto di qualità e di diffusione avvenne nel 1965, con i numeri 23-24 e 25: il primo conteneva Un colloquio con Ernesto De Martino di Cesare Cases, seguito da un commento di Fortini
redazione: Baranelli, Beccalli, Bellocchio, Cherchi, Ciafaloni, Donolo, Fofi, Masi, Salvati, Stame
sommario:
Liliana Lanzardo, Lotte spontanee e organizzazione. Note sulla lotta alla Fiat 1968-73
Collettivo di Analisi Torinese, L'autoriduzione a Torino
Fred Halliday, II mondo arabo e il petrolio
La presenza degli USA nell'Oceano Indiano (Tom Hengelhardt e James Laurie)
Claudio Moffa, La « rivoluzione di febbraio » in Etiopia: una sconfitta dell'imperialismo americano?
franco Lorenzoni, Le prime fasi del processo rivoluzionario portoghese
Michele Salvati, La crisi internazionale e il movimento operaio italiano
Edoarda Masi, Turismo in Cina e informazione
Sandro Barbera - Alfonso M.Iacono, A proposito di teoria politica e socialismo
Letizia Comba, Sulla famiglia. Primi appunti
Giovanni Raboni, II libro di Elsa Morante
Cesare Cases, Un confronto con Menzogna e sortilegio
L'ultimo Boll (Piergiorgio Bellocchio]
Non ci sarà nessuna fine del mondo (Alfonso Berardinelli)
La condizione femminile nel primo proletariato di fabbrica (Paola Lupo)
Nuova storiografia sul fascismo: il libro di Lyttelton (Angelo d'Orsi)
Dutschke su Lenin (Giorgio Backhaus)
Un « esercito di popolo » riformista (Agostino De Fondulis)
Gramsci sotto il letto (Alfonso M. lacono)
La rivoluzione e i contadini in Cina (Edoarda Masi)
Donne e medicina (Marina Zancan)
Goffredo Fofi, Sei film
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