- Editore:
Savelli
- Collana:
Il pane e le rose 5
- Anno:
1977
- Edizione:
Prima edizione
- Rilegatura:
brossura
- Dimensione:
16
- Pag:
379
- Stato del libro:
Due segni a penna in copertina; per il resto ottimo.
- Copie disponibili:
solo 0
Scheda:
Quando Woody Guthrie era bambino il West, inteso come terra di frontiera, non c'era già più da un pezzo. Erano passati i tempi in cui al lavoratore sfruttato degli stabilimenti di New York o Boston restava come via di uscita dalla miseria e dalla disciplina di fabbrica il miraggio o
... la speranza di andarsene all'Ovest, prendersi un pezzo di terra e vivere «senza dipendere da nessuno». Ora l'odio per il lavoro imposto, per una condizione di sfruttamento senza vie d'uscita era la molla che spingeva centinaia di migliaia di proletari a scegliere di vivere «sulla strada» con l'incertezza del futuro piuttosto che col destino programmato della fabbrica. Poi venne la Grande crisi e poi i: New Deal, lo «sforzo collettivo», la rinascita. A questo punto per gli hoboes irriducibili, i vagabondi, i nemici dell'ordine non c'era più posto, la società americana doveva schiacciarli o isolarli. Tanti cedettero, tanti, se rimasero coerenti, lo furono nel più totale isolamento. Quei pochi che riuscirono a evitare queste due vie ci riuscirono, probabilmente, proprio perché furono capaci di trasformare in rivolta contro il nuovo ordine l'antica indisciplina, l'antica irriducibilità al lavoro sotto il padrone. Woody Guthrie è uno di questi e Bound for glory, il romanzo qui presentato, è la storia della sua vita e delle sue lotte.
Nato a Okemah (Oklahoma) nel 1913 Guthrie è morto a New York nell'ottobre 1967, pochi giorni prima del Che Guevara. Aveva scritto il critico Irwin Silber: «Quando conobbi Woody nel 1941, la sua chitarra portava la scritta che oggi è diventata famosa: 'Questa macchina ammazza i fascisti!. Non ho conosciuto il Che, ma vedo incise sul suo mitra le parole: 'Questa macchina fa musica'. [...] C'è un Woody Guthrie in qualche posto di questa terra da incubo che chiamiamo USA che possa scrivere e cantare la vera Ballata di Che Guevara? C'è un Che Guevara da qualche parte in questa notte profonda che possa alzare il suo mitra sopra la testa e ispirare un popolo a prendere questa terra e a farne la sua terra?».
Traduzione di Cristina Bertea - copertina illustrata da Pablo Echaurren - note di Alessandro Portelli e Peppino Ortoleva.