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Giorgio Agamben, Idea della prosa - "Un bel viso è forse il solo luogo in cui vi sia veramente silenzio. Mentre il carattere segna il volto di parole non dette e di intenzioni rimaste incompiute, mentre la faccia dell'animale sembra sempre sul punto di proferire parole, la bellezza umana apre il viso al silenzio."
Sue Townsend, Diario segreto di Adrian Mole di anni 13 e 3/4 - « Giovedì, 1° gennaio. Ecco i miei propositi per l'anno nuovo: 1) aiuterò i ciechi ad attraversare la strada; 2) la sera piegherò bene i pantaloni; 3) rimetterò i dischi nella custodia; 4) non comincerò a fumare; 5) non mi schiaccerò più i brufoli; 6) tratterò bene il cane; 7) aiuterò il povero e l'ignorante; 8) dopo i disgustosi baccanali di ieri sera al piano di sotto, ho anche fatto voto di non bere mai alcool. Ieri sera, durante il veglione, mio papà ha ubriacato il cane con lo sherry. Se lo sa la protezione animali sono cavoli suoi... ». Così comincia il Diario di Adrian ...
Ennio Flaiano, Frasario essenziale. Per passare inosservati in società - Lo scorso marzo, molti giornali hanno ricordato Flaiano, a cento anni dalla nascita. In televisione o in radio, non c'è forse uno scrittore più citato di lui, anche e soprattutto per le sue micidiali battute. Eppure nel 2010 non è apparsa nessuna ristampa di qualche suo volume. E se vediamo cosa in questo momento c'è in libreria di Flaiano, troviamo una miseria di 12 titoli, di cui un terzo "non disponibili". Che significa tutto ciò? Forse nulla, forse che Flaiano ha più lettori / estimatori di quanto l'editoria non riesca a soddisfare. O, forse, che le troppe chiacchiere finiscono per annebbiarci la vista, e nascondere, invece che rivelare, le cose stesse.
Raymond Chandler, Ancora una notte - Un evergreen del giallo in una veste editoriale (quella dei "Gialli proibiti" Longanesi) veramente "vintage". A proposito di questo termine inflazionato e globalizzato, deriva dal francese antico "vendenge", a sua volta derivato dal latino "vindemia" vendemmia, per designare vini d'annata di pregio. Furio Jesi, Letteratura e mito - «Il mito genuino è sempre presente dentro di noi»; anche in un mondo tecnicizzato e razionalista, la mitologia come forma di conoscenza del reale può ancora essere una guaritrice e ripristinare un vincolo profondo con la realtà. Da queste convinzioni è nato il lavoro di archeologo, di antropologo e di studioso delle letterature contemporanee di Furio Jesi, morto nel 1980 a soli 39 anni. Karoly Kerenyi, Gli dei e gli eroi della Grecia - Un classico nel campo degli studi sui miti fondanti della civiltà occidentale. Kàroly Kerényi non è stato un puro erudito, ma un uomo che ha vissuto le maggiori esperienze intellettuali del suo secolo (celebre è il suo carteggio con Thomas Mann): qui ha inteso limitarsi a narrare miti, evitando di offrirci qualsiasi interpretazione e nell'inflessione del suo narrare è tuttavia possibile cogliere il nostro modo moderno di accostarci a quelle antiche invenzioni e la nostra coscienza delle loro complessità. Siegrfried Kracauer, Ginster. Scritto da lui stesso - Ginster è il romanzo autobiografico di un giovane che rifiuta la guerra e, con una astuta e lenta strategia difensiva si sottrae al servizio militare, ma non riesce nemmeno a vivere la pace delle retrovie, e ancora meno la sua professione di architetto. Siamo nella Germania guglielmina tra il 1914 e il 1918 in una società di impiegati, professori, professionisti e casalinghe che, dopo l'eccitazione delle vittorie iniziali, passa gradatamente dal disorientamento all'angoscia, allo smarrimento e alla disperazione. Codignola Matteo, Un tentativo di balena - Il presentatore più adatto per questo libro sarebbe l'impresario di un freak show, cioè uno di quei personaggi in cilindro e marsina che promettevano, a chi fosse entrato sotto la loro tenda, l'incontro con donne barbute, gemelli siamesi o vergini ottentotte. L'impresario in effetti esiste, si chiama Roberto Abbiati, è attore e regista di se stesso, ma soprattutto costruisce bizzarre scenografie. Chi entra nella sua scatola, e possono farlo solo quindici spettatori alla volta, si troverà al cospetto di una specie di prodigio: la creatura più smisurata dell'immaginazione occidentale - Moby Dick - trasformata in modellino e protagonista di uno spettacolo in quindici minuti, che ne narra per intero la storia. Un libro sorprendente, lieve e geniale. Carlo Coccioli, Il cielo e la terra - Scritto a Firenze fra il 1948 e il 1949, e pubblicato da Vallecchi nel 1950, Il cielo e la terra è stato tradotto in una quindicina di lingue. Henry Daniel-Rops lo recensì con entusiasmo scrivendo: "Testimonianza di un eccezionale talento (l'autore ha trent'anni), questo romanzo testimonia anche una preoccupazione specificamente metafisica che pone Coccioli sulla stessa linea di un Kierkegaard, di un Léon Bloy, di un Bernanos". Giuseppe Prezzolini, Ideario - Più volte ristampato, questo libro è un'altra testimonianza dell'acume intellettuale di Leo Longanesi. Un condensato del pensiero di Prezzolini, composto di aforismi e osservazioni lapidarie collezionati dalle opere e dagli articoli sparsi e dimenticati, riaggregati per argomenti e ordinati alfabeticamente. Cui Longanesi aggiunge 20 tavole a colori, splendide. Ne risulta un vero "breviario intellettuale" alla maniera antica, e insieme un edonistico, inutile e imperdibile libro per la testa e per gli occhi. Aavv, Cinque modi per conoscere il teatro Aavv, I giorni di tutti Le edizioni Edindustria nacquero nel 1957 nel seno del gruppo Industriale IRI, il colosso dell'industria di stato italiana. Hanno segnato una stagione culturale, la cui maggiore espressione è stata la rivista Civiltà delle macchine, l'impresa intellettuale di Leonardo Sinisgalli orientata a chiudere il gap tra cultura umanistica e cultura industriale, tra elité e pratica della modernità. Questi due volumi sono anch'essi testimonianza di quel fare impresa non disgiunto dal fare cultura. Sono entrambi illustrati: l'uno, Cinque modi per conoscere il teatro, da Guccione, Luzzati, Clerici, Vespignani, Maccari; l'altro, I giorni di tutti, un volume di racconti di Calvino, Buzzati, Fenoglio, Pizzuto, Sciascia e altri, è illustrato dall'artista Giacomo Porzano. Aavv, Quaderni rossi - 4 dei 6 volumi originali del pubblicato - Che dire ... A molti questo titolo non suggerirà nulla, ma per chi è nato negli anni 40 e 50, per quanti hanno attraversato gli anni '60 volendo cambiare il mondo ... i Quaderni rossi sono stati un mito, la gran madre di tutte le riviste, il vero atto fondante della nuova sinistra italiana. La rivista, fondata da Raniero Panzieri e Mario Tronti, ebbe vita breve, 6 numeri nell'arco di 5 anni, ma quanto fecondi, segnando il secondo novecento italiano, così come la Voce di Prezzolini o Lacerba di Papini fecero ad inizio secolo. Oggi sono anche e forse soprattutto una vera rarità bibliografica: in circolazione - a caro prezzo - poche copie della ristampa realizzata dalle edizioni Sapere (1970 1974), ma, a quanto mi risulta, nessun esemplare è disponibile sul mercato della edizione originale 1961 - 1966.
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